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Passione, professionalità e abnegazione a servizio della sostenibilità



Città dell'Olio: Rotondella

Istituto: I.C. " I. MORRA" di Valsinni

Classi / Sezioni: 2 Sec, I Grado

Referente / Insegnante: Lobreglio Walter

La mia Intervista

Titolo dell'Intervista:

Passione, professionalità e abnegazione a servizio della sostenibilità

Testo dell'intervista

Ci troviamo a Rotondella, uno dei piccoli borghi più belli d’Italia, “una Città dell’Olio”, in provincia di Matera. Situato su di un colle a circa seicento metri sul livello del mare, viene definito “Il balcone dello Jonio”: domina sull’intera Piana del Metapontino, la “California del Sud”, e il suo vasto territorio comprende zone rurali, dove viene praticata agricoltura di qualità, le cui produzioni raggiungono i mercati nazionali e internazionali. Tra queste, occupa un ruolo importante la coltivazione di piante di ulivo, come è possibile notare osservando il territorio dalla piazza centrale del borgo, “Il Belvedere”. La “Piana di Trisaia” è sicuramente la zona più fertile e produttiva: oltre alle piantagioni delle famose “albicocche di Rotondella”, sul suo territorio insistono diversi uliveti, come d’altronde nelle altre aree rurali. È proprio qua che ha sede l’Oleificio Trisaia, in contrada “Torre Cantore”, di proprietà dei coniugi Giuliana Laguardia e Nicola Suriano, titolari anche di un’azienda agricola, che si occupa di coltivazione di olive e produzione e commercializzazione di olio EVO, e di un agriturismo. Nicola ha sempre avuto la passione per l’olivicoltura, che gli è stata trasmessa dal padre sin da giovane. È dal 1984 che l’oleificio, inizialmente dotato di apparecchiature di piccole dimensioni, opera. Negli anni la struttura è stata ampliata e arricchita di macchinari sempre più all’avanguardia per la produzione di olio EVO di qualità, fino a diventare un'importante realtà a livello regionale, e non solo. L’olio prodotto, etichettato “Torre Cantore”, negli anni ha partecipato a molti concorsi regionali, nazionali e internazionali. Tra i riconoscimenti ricordiamo: "Medaglia Extra Gold" al "XVIII Premio Internazionale BIOL 2013", premio internazionale al "XVIII premio BIOL 2013 per le Eccellenze Lucane", Produttore finalista al "XXI Ercole Olivario 2013" (Concorso per la Valorizzazione delle Eccellenze Olearie Territoriali Italiane), vincitore 1° Premio Regionale "Olivarum 2012", Produttore finalista "Ercole Olivario 2012", 2° classificato - Olio Extravergine Fruttato Leggero al concorso "XIX Ercole Olivario 2011. Passione e professionalità assicurano il raggiungimento di altissimi standard qualitativi dell’ “oro verde”, nel pieno rispetto dell’ambiente. È per questo motivo che oggi abbiamo scelto di intervistare Nicola Suriano sul tema “l’olio EVO incontra la sostenibilità”. Riceviamo Nicola a scuola, e, nel rispetto delle normative anti Covid, lo accogliamo festosi, entusiasti e curiosi di conoscere, nei dettagli, le modalità di produzione di olio EVO e il rapporto con la sostenibilità ambientale, economica e sociale. Nonostante l’imbarazzo per la sua prima intervista in una scuola, Nicola si dimostra disponibile a rispondere alle nostre domande. Notiamo in lui una grande voglia di condividere con noi la sua passione di olivicoltore e di trasmetterci l’amore per l’ambiente.
Iniziamo la nostra intervista.
1. “Da quanto tempo si dedica alla coltivazione di olive e alla produzione e commercializzazione di olio EVO?”.
N.S.: “La mia passione per l’olivicoltura nasce in tenera età, da quando mio padre mi portò per la prima volta in un frantoio per la molitura delle nostre olive: fu in quel momento che nacque in me la voglia di conoscere questi alberi “poveri ma generosi” e i loro frutti. All’età di diciannove anni, ristrutturai un piccolo frantoio abbandonato. È qui che avviai le prime campagne di produzione di olio. È a partire dal 1984 che, con la mia famiglia, decisi di investire nella realizzazione di un nuovo frantoio. Da quel momento la nostra attività ha avuto una continua evoluzione, fino a diventare la realtà che oggi tutti conoscono e che si
contraddistingue per la qualità del prodotto.”
2. “Quali sono le pratiche che la sua azienda adotta per produrre un olio EVO a basso impatto
ambientale?”.
N.S.: “Produrre a basso impatto ambientale significa tutelare il suolo, l’aria e l’acqua. Il suolo è una componente viva perché contiene dei microrganismi che lo rendono fertile. Per questo
motivo alimentiamo il terreno con sostanze naturali, derivanti dal processo stesso di
trasformazione delle olive: la sansa e le foglie, dopo un processo di fermentazione, vengono, distribuite sul terreno come fertilizzanti. L’acqua di vegetazione, derivante dal processo di separazione, viene utilizzata per irrigare le piante stesse. Inoltre,
nella fase di raccolta utilizziamo degli abbacchiatori elettrici, la cui ricarica viene effettuata grazie all’impianto fotovoltaico dell’azienda, in modo da evitare l’utilizzo di idrocarburi e conseguente inquinamento atmosferico. Con questi accorgimenti, diamo il nostro contributo sia alla sostenibilità ambientale che a quella economica”.
3. “Cosa si intende per olio IGP, e perché la sua produzione contribuisce a tutelare il territorio?”
N.S.: “L’olio IGP non è diverso dagli altri oli, ma è prodotto seguendo un disciplinare che impone l’utilizzo di qualità specifiche di olive, quelle autoctone. Inoltre, la trasformazione deve avvenire in frantoi autorizzati, come il nostro. Gli oli IGP sicuramente contribuiscono alla tutela ambientale, poiché per produrli è necessario rispettare delle regole che limitano l’utilizzo di pratiche nocive per l'ambiente, come l’impiego di concimi chimici.”
4. “Come si riconosce, dal gusto, l’olio EVO? Quali caratteristiche organolettiche deve avere?”
N.S.: “La caratteristica che contraddistingue l’olio EVO, nel gusto, è il perfetto equilibrio tra dolce, amaro e piccante. Per ottenere questo giusto contrasto, l’olio non deve presentare difetti organolettici che ne compromettono il sapore, rendendolo più simile a quello della muffa. In particolare, nell’assaggiare un olio EVO che sia di alto livello, si sente il dolce sulle labbra, l’amaro sulla lingua e retrogusto leggermente piccante.”
5. “Quali sono le proprietà e i benefici dell’olio EVO?”
N.S.: “Nell’olio EVO troviamo i grassi monoinsaturi e i polifenoli in quantità elevate, che evitano l’invecchiamento della pelle, insieme alle vitamine C e D ed altre micro vitamine”.
6. “Qual è il sistema migliore di estrazione dell’olio? Perché?”
N.S.: “Il sistema migliore per estrarre l’olio è l’uso dell’Impianto Continuo. Con questo impianto si evitano al massimo le ossidazioni, dato che si lavora in un ambiente più pulito e si ottengono dei risultati migliori per ciò che riguarda la qualità del prodotto. Le olive vengono dapprima lavate. Poi si passa alla frangitura, che viene fatta completamente al chiuso in assenza di aria. Si arriva alla fase della gramolazione, con presenza di aria ridotta al minimo, un passaggio molto importante, in cui inizia a formarsi la cellula dell’olio. Poi si passa all’estrazione tramite forza centrifuga, senza alterare le temperature. Le fasi conclusive sono quella della separazione, con un controllo accurato delle temperature, e poi quella
della filtrazione.
7. “Una volta prodotto l’olio cosa si fa con i noccioli? Vengono buttati o riutilizzati?”
N.S.: “È già da un po’ di anni che utilizziamo i noccioli come combustibile per le caldaie a
nocciolino e per le stufe in pellet. Utilizziamo il combustibile ottenuto dal nocciolo anche per
produrre energia termica nel nostro oleificio. È da qualche anno, inoltre, che stiamo sperimentando il loro utilizzo per limitare la crescita di erbe infestanti: con i noccioli viene creato nel terreno un substrato solido e compatto che ostacola la crescita delle erbacce. In questo modo, si evita di distribuire sul terreno i diserbanti chimici e si alimenta il terreno di sostanze naturali, in seguito al processo biodegradabile. Questo ci consente di tutelare l’ambiente e abbattere i costi: sostenibilità ambientale ed economica viaggiano di pari passo.” 8. “Il colore dell'olio determina la qualità?”.
N.S.: “No, il colore non determina la qualità del prodotto. Durante il test dell’assaggio, infatti,
vengono utilizzati dei bicchieri blu per non far riconoscere all’assaggiatore il colore dell’olio e non condizionare il suo giudizio”.
9. “Come incide sulla salute e sull’ambiente la produzione di olio di scarsa qualità rivenduto a prezzi bassi nei supermercati?”.
N.S.: “Per abbassare il prezzo dell’olio bisogna aumentare la produzione di olive. Questo avviene utilizzando prodotti chimici che, inevitabilmente, danneggiano l’ambiente, specialmente il suolo. La qualità risulta essere scadente, con effetti negativi sulla salute dei consumatori: un prezzo basso è sinonimo di scarsa qualità del prodotto.”
10. “Sarebbe possibile, secondo lei, utilizzare il paesaggio olivicolo nella creazione di percorsi di turismo sostenibile? Se sì, quali azioni potrebbero essere intraprese? In sintesi, come coniugare agricoltura e turismo in un’ottica di tutela ambientale, economica e sociale?”
N.S.: “Sì, è possibile. È una pratica che abbiamo intrapreso già da un po’ di anni con il progetto
“L’olio turismo”. Avendo anche un’azienda agrituristica, organizziamo per i nostri clienti dei
percorsi attraverso cui è possibile assistere a tutte le fasi di produzione, per poi concludere con l’assaggio dell’olio e degli altri prodotti locali: gli ospiti diventano, così, consapevoli di quello che mangiano. In questo modo, garantiamo la qualità, facciamo conoscere la filiera e valorizziamo il territorio a fini turistici”.
Concludiamo l'intervista e ringraziamo il signor Nicola per averci arricchito di conoscenze
riguardanti la produzione di olio EVO e per aver alimentato, ancora di più, in noi l'amore e il rispetto per l'ambiente.