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Colori e suoni d’olio



Città dell'Olio: CORATO

Istituto: Scuola Secondaria di I grado "L. Santarella"

Classi / Sezioni: II A

Referente / Insegnante: Maria Lobascio

La mia poesia

Titolo della poesia:

Colori e suoni d'olio

Descrizione della poesia

(max 2000 battute)

Nella rivisitazione dell‘”Ode all’olio” di Neruda gli alunni hanno recuperato le tradizioni del territorio murgiano e coratino in particolare, si sono scoperti figli della ‘cultivar coratina’ che ogni giorno assaporano sulle proprie tavole. Questo li ha portati alla riscoperta della fatica dei campi, nobile e silenziosa, e del lessico legato all’olio e alle olive del proprio paese (le ‘nolche’, olive dolci che si ‘sfriggono’ e si mangiano con il pane, il ‘ragù’ cotto per ore nella pentola di terracotta, le ‘fave e cicorie’ o le ‘cime di rapa’, condite con il semplice olio, i ‘lampascioni fritti’) Tale riscoperta ha consentito il ‘naturale’ utilizzo della figura retorica dell’onomatopea (‘Bolgia borbottante del ragù in coccio’). Quindi riappropriazione e scelta del proprio territorio, del proprio paesaggio murgiano, dell’ulivo, che per un ragazzo pugliese è ‘la campagna’ per antonomasia. Colori, suoni, sapori, fatica ostinata e silenziosa di nonni e padri. Questo lavoro di rielaborazione ha permesso, anche nella forma ‘a distanza’ degli ultimi mesi, di consolidare l’appartenenza al proprio territorio e alle proprie tradizioni culturali.

Testo della poesia

COLORI E SUONI D’OLIO
Olio, nobile fatica
dei nostri orgogliosi contadini,
fondamento di cultura,
chiave acidula sul nostro pane,
forte e saporito sulle cime di rapa
e divino nella Bolgia borbottante del ragù in coccio.
Olio, nella voce dei contadini,
nella loro passione, con raffinata
armonia pungente tu canti.
Sei lingua coratina:
ci sono lampascioni fritti,
ci sono fave e cicorie,
ci sono nere e dolci nolche sfritte
nella tua aromatica essenza.
Non esiste desinare senza il tuo canto.
Anche tu gorgheggi,
vivi con noi col tuo colore dorato
e tra i doni della terra io ti scelgo,
limpido olio, come l’ulivo tuo padre,
per il tuo infinito silenzio,
per la tua smeraldina ambrosia,
per la tua dorata linfa,
o figlio di Murgia e di frantoio.