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CANTAMI, OLIVA, DI BITONTO LA CIMA



Città dell'Olio: BITONTO(BA)

Istituto: CASSANO-DERENZIO

Classi / Sezioni: CLASSE 2C

Referente / Insegnante: Prof.ssa Rosa Anna Desantis

La mia poesia

Titolo della poesia:

CANTAMI, OLIVA, DI BITONTO LA CIMA

Descrizione della poesia

(max 2000 battute)

La nostra città ha una storia plurimillenaria, che affonda le sue origini in epoche remote. Essa viene chiamata la “città degli ulivi” e da qualsiasi punto cardinale ci si avvicini, appare come un’isola in un mare grigioverde di ulivi, quegli ulivi secolari dal guizzo argenteo, che costellano il suo paesaggio ricco di luce e colori. La storia di Bitonto, importante centro peucetico nel IV secolo, è scritta nelle pietre dei suoi monumenti, storiche testimonianze dell’amore per l’arte e la cultura e nello stesso suo stemma raffigurante due leoni e al centro un albero di olivo, alla cui base un nastro avvolgente, semicontorto, riporta in carattere d’argento “AD PACEM PROMPTUM DESIGNAT OLIVA BOTONTUM” che indica l’ animo degli abitanti “GENTES TRANQUILLA PACE FRUENTES”. Ed ecco che proprio quest’anno la classe 2C, durante la splendida manifestazione Monumenti Aperti (volta alla valorizzazione del patrimonio culturale) ha riscoperto una zona della nostra città laddove, secondo la tradizione, i Bitontini adorarono la dea Atena a cui era sacro proprio l’ albero di ulivo, simbolo di pace. Proprio la dea Atena è raffigurata sulle monete in bronzo della zecca di Butuntum (risalenti al III sec. a. C.), insieme ad una civetta (simbolo di Atena) su un ramo di ulivo, immagine presente su alcune monete ritrovate ad Atene.
Di qui l’accenno, nell’ introduzione della poesia “Cantami oliva”, al proemio dell’Iliade di Omero, ed una “intonazione”, o meglio una cadenza che ricorda molto vagamente un canto omerico che dovrebbe ricordare l’influsso dell’ellenismo nella nostra civiltà (attestato anche dall’enorme quantità di materiale archeologico rinvenuto nel nostro sottosuolo).
La nostra città, dunque, trova nell’ulivo il suo simbolo e da questa pianta la nostra gente sembra aver tratto nel tempo non solo il suo sostentamento, ma anche la cultura, la religiosità, la forza del carattere. Le campagne del territorio bitontino ospitano tronchi millenari e la vita dei suoi abitanti “respira” il ritmo della nervosa pianta la cui specie, o cultivar, termine inizialmente sconosciuto ai miei alunni, si chiama per l ‘appunto “CIMA DI BITONTO”.
Fiore, frutto, foglia, nocciolo, sono stati esaminati attentamente, ma ciò che ha destato curiosità e meraviglia è stato proprio lo straordinario frutto: di colore giallo brillante, con leggere sfumature verdi, leggermente fruttato, con uno spiccato retrogusto di mandorla assai dolce e fine. Un olio prezioso già nel passato per innumerevoli usi: per la cosmesi, per alimentare lucerne, per la pittura, per l’alimentazione, per usi terapeutici…“per la salute una cura sostanziosa”. A proposito di quest’ultimo aspetto riguardante l’olio, anche gli alunni della 2C hanno letto i tanti articoli dedicati al nostro grande concittadino Antonio Moschetta (professore dell'Università degli Studi di Bari nonché titolare di una ricerca sul metabolismo dei tumori per Airc) il quale ha indicato l’olio, già proprio l’olio extravergine di oliva, che da sempre è il sangue che scorre nelle vene della nostra terra, come la sostanza che contrasta i tumori intestinali. E che altro dire? Siamo fortunati noi Bitontini a vivere nella Terra dei nervosi ulivi, della natura… miracoli vivi.



Testo della poesia

Cantami, Oliva, di Bitonto la Cima…

Cantami, Oliva, di Bitonto la Cima,
il tuo profumo e il sapore fruttato,
che infinito valore adducesti
a tutto l’ abitato.
Nasci da una pianta plurisecolare e vigorosa
con una chioma espansa meravigliosa.
Molto anzi tempo comincia la tua raccolta,
già in ottobre sei pronta ad esser colta.
Piccola e graziosa appari tra i rametti lunghi e penduli,
tu che t’ affacci tra i tronchi millenari
della meravigliosa Terra di Bari.
Tronchi dalle forme scultoree ed imponenti,
piantati con amore da antiche genti.
Di un giallo tendente al verdino
è primamente il tuo liquido nettarino:
gradevole e intenso è l’ odore,
di mandorle, pare, abbia il sentore.
Rotondo, dolce e delicato,
il tuo aroma appare al palato.
Da millenni, Oliva, sei per tutti una delizia preziosa:
per i pasti una presenza più che gustosa,
per la salute una cura alquanto sostanziosa.
Nessuno oserà mai violare
le distese di uliveti
che impreziosiscono la nostra Puglia
sin dai tempi dei Peuceti,
accanto ai vigneti e pure ai mandorleti.
Ma l'ulivo più prezioso
per tutti i Bitontini, popolo prestigioso,
è quello che compare nello stemma cittadino.
Un albero di ulivo, difeso da due leoni
e radicato su di un verde prato:
Bitonto, città pronta alla pace,
in cosiffatto modo si designa
e a ognun piace.
Cantami, Oliva, di questa Terra
i tronchi scavati,
le scorze mimetiche,
le cortecce lacerate,
i rampolli argentei e lucenti:
è la Terra dei nervosi ulivi,
della natura… miracoli vivi.